giovedì 19 luglio 2012

CAPRINO - Piscina fantasma in Consiglio



La società ora chiede i danni 
CAPRINO. Consiglio comunale ad alta tensione: per l'area sportiva sono già stati spesi dei soldi, ora rimangono i terreni. Mentre sfuma il progetto di costruire il centro natatorio l'azienda incaricata pretende un milione e mezzo di euro

19/07/2012
L'ARENA

Caprino. Le minoranze si sono concentrate sulle ultime nubi che si addensano sul palazzo municipale: le indagini in corso negli uffici e la piscina. Tema, questo, tornato alla ribalta dopo che il Comune, il 19 giugno, ha approvato la delibera con oggetto «risoluzione unilaterale, e per grave inadempimento, della concessione di progettazione definitiva ed esecutiva della realizzazione di lavori di costruzione e della gestione dei servizi relativi al nuovo centro natatorio da realizzarsi a Caprino». Il consiglio nel quale, come precisato dal sindaco Stefano Sandri, erano «assenti giustificati» il vicesindaco e assessore al bilancio Giovanni Pachera e il consigliere Fabio Beltrame, ex assessore a sicurezza e patrimonio, di cui le minoranze hanno chiesto e ottenuto le dimissioni, si è aperto su tale argomento.  Prima di affrontare l'ordine del giorno, l'assessore ai lavori pubblici Moreno dal Borgo ha fatto una cronistoria di questa piscina mancata, opera da tre milioni e 909 mila euro in programma ormai dal 2006. Cronistoria scritta in delibera, a cui però, secondo il consigliere Antonio Gaspari della lista La Svolta, qualcosa mancava.  Nonostante il suo intervento sia stato osteggiato da Sandri, Gaspari ha detto la sua. Ha cioè sfoderato una lettera dei legali cui è ricorsa la Nuoto Caprino srl, appaltatrice della piscina, in cui la società - che a febbraio aveva presentato un nuovo business plan contestato dal Comune - si riserva di promuovere azione di risarcimento danni. Ha sottolineato Gaspari: «Chiede 1.613.312,63 euro. Mi domando dove ci porterà il contenzioso. Per questa ipotetica piscina abbiamo già speso molti soldi pubblici. Abbiamo acquistato i terreni, acceso un mutuo, incaricato un legale di procedere contro la società alla risoluzione della convenzione stilata. Ora c'è anche la richiesta di risarcire i danni. Come faremo?». Dal Borgo ha risposto: «L'acquisto dei terreni è stato un buon investimento, vi si potranno realizzare opere di interesse per la collettività». Il sindaco invece ha rimandato la sua risposta al prossimo consiglio. Gaspari ha allora chiesto lumi sulle indagini delegate dalla magistratura ai carabinieri di Caprino, in municipio. Da tempo, infatti, trapelano indiscrezioni su presunti avvisi di garanzia. Tutto ruoterebbe attorno ad abusi edilizi relativi a un complesso di Pesina dove sarebbero state eseguite opere in difformità al permesso a costruire. Un'altra indagine riguarderebbe un'attività produttiva a Boi, che sarebbe stata aperta senza l'ultimazione della pratica richiesta allo sportello unico per le attività produttive (Suap). «Vediamo carabinieri che entrano ed escono dal municipio portando via materiale. Vorremmo chiarezza. Chiediamo cosa stia succedendo, la ragione di queste visite». Il sindaco, anticipando che darà più precisa risposta nel prossimo consiglio, ha detto: «Ci sono indagini in corso da parte della competente autorità, sarà data risposta appena avremo certezze». Si è quindi passati al terzo punto all'ordine del giorno. È stato approvato il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari per il triennio 2012-2014. È stata adottata la variante urbanistica che ha comportato la modifica della destinazione dell'area comunale in località Rubiana Goin. Parte di tale appezzamento (circa 25mila metri quadri), è stato trasformato da area rurale a residenziale. «Potremo alienarla perché, nel novembre 2007, questa amministrazione ha ottenuto dal Tribunale di Verona una sentenza a suo favore che rende disponibile l'area», ha notato Sandri. Approvata infine in variante al piano regolatore la proposta presentata dall' azienda agricola Monte Zovo, volta a sviluppare attività di imbottigliamento. Sandri: «È importante aver definito una procedura che risponde alle necessità di una rinomata impresa locale, dando nel contempo risposta occupazionale». 

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