La società ora chiede i
danni
CAPRINO. Consiglio comunale ad alta
tensione: per l'area sportiva sono già stati spesi dei soldi, ora rimangono i
terreni. Mentre sfuma il progetto di costruire il centro natatorio l'azienda
incaricata pretende un milione e mezzo di euro
19/07/2012
L'ARENA
Caprino. Le minoranze si sono concentrate sulle ultime nubi
che si addensano sul palazzo municipale: le indagini in corso negli uffici e la
piscina. Tema, questo, tornato alla ribalta dopo che il Comune, il 19 giugno,
ha approvato la delibera con oggetto «risoluzione unilaterale, e per grave
inadempimento, della concessione di progettazione definitiva ed esecutiva della
realizzazione di lavori di costruzione e della gestione dei servizi relativi al
nuovo centro natatorio da realizzarsi a Caprino». Il consiglio nel quale, come
precisato dal sindaco Stefano Sandri, erano «assenti giustificati» il
vicesindaco e assessore al bilancio Giovanni Pachera e il consigliere Fabio
Beltrame, ex assessore a sicurezza e patrimonio, di cui le minoranze hanno
chiesto e ottenuto le dimissioni, si è aperto su tale argomento. Prima di
affrontare l'ordine del giorno, l'assessore ai lavori pubblici Moreno dal Borgo
ha fatto una cronistoria di questa piscina mancata, opera da tre milioni e 909
mila euro in programma ormai dal 2006. Cronistoria scritta in delibera, a cui
però, secondo il consigliere Antonio Gaspari della lista La Svolta, qualcosa
mancava. Nonostante il suo intervento sia stato osteggiato da Sandri,
Gaspari ha detto la sua. Ha cioè sfoderato una lettera dei legali cui è ricorsa
la Nuoto Caprino srl, appaltatrice della piscina, in cui la società - che a
febbraio aveva presentato un nuovo business plan contestato dal Comune - si
riserva di promuovere azione di risarcimento danni. Ha sottolineato Gaspari:
«Chiede 1.613.312,63 euro. Mi domando dove ci porterà il contenzioso. Per
questa ipotetica piscina abbiamo già speso molti soldi pubblici. Abbiamo
acquistato i terreni, acceso un mutuo, incaricato un legale di procedere contro
la società alla risoluzione della convenzione stilata. Ora c'è anche la
richiesta di risarcire i danni. Come faremo?». Dal Borgo ha risposto:
«L'acquisto dei terreni è stato un buon investimento, vi si potranno realizzare
opere di interesse per la collettività». Il sindaco invece ha rimandato la sua
risposta al prossimo consiglio. Gaspari ha allora chiesto lumi sulle indagini
delegate dalla magistratura ai carabinieri di Caprino, in municipio. Da tempo,
infatti, trapelano indiscrezioni su presunti avvisi di garanzia. Tutto
ruoterebbe attorno ad abusi edilizi relativi a un complesso di Pesina dove
sarebbero state eseguite opere in difformità al permesso a costruire. Un'altra
indagine riguarderebbe un'attività produttiva a Boi, che sarebbe stata aperta
senza l'ultimazione della pratica richiesta allo sportello unico per le
attività produttive (Suap). «Vediamo carabinieri che entrano ed escono dal
municipio portando via materiale. Vorremmo chiarezza. Chiediamo cosa stia
succedendo, la ragione di queste visite». Il sindaco, anticipando che darà più
precisa risposta nel prossimo consiglio, ha detto: «Ci sono indagini in corso
da parte della competente autorità, sarà data risposta appena avremo certezze».
Si è quindi passati al terzo punto all'ordine del giorno. È stato approvato il
piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari per il triennio 2012-2014.
È stata adottata la variante urbanistica che ha comportato la modifica della
destinazione dell'area comunale in località Rubiana Goin. Parte di tale
appezzamento (circa 25mila metri quadri), è stato trasformato da area rurale a
residenziale. «Potremo alienarla perché, nel novembre 2007, questa
amministrazione ha ottenuto dal Tribunale di Verona una sentenza a suo favore
che rende disponibile l'area», ha notato Sandri. Approvata infine in variante
al piano regolatore la proposta presentata dall' azienda agricola Monte Zovo,
volta a sviluppare attività di imbottigliamento. Sandri: «È importante aver
definito una procedura che risponde alle necessità di una rinomata impresa
locale, dando nel contempo risposta occupazionale».
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