martedì 2 ottobre 2012

ABUSI EDILIZI


dal sito dell'Arena

martedì 02 ottobre 2012 PROVINCIA, pagina 26

CAPRINO. Nel registro degli indagati il responsabile dell´area tecnica Tosoni, il consigliere Beltrame e alcuni privati
Abusi edilizi, sventato tentativo di sostituire i progetti sospetti

La Procura indaga da sette mesi con continui colpi di scena e visite dei carabinieri in Comune Ultimi sequestri durante l´estate

Il municipio al centro di un´inchiesta per abusi edilizi: una decina i nomi sul registro ...
Tutto iniziò con un esposto nel quale venivano segnalati probabili abusi edilizi e, conseguentemente, il fatto che il responsabile dell´area tecnica del Comune di Caprino non avrebbe fatto gli opportuni controlli. Il primo accesso negli uffici del municipio avvenne in febbraio, poi continuarono ad arrivare esposti, sia ai carabinieri che alla polizia locale (fino all´estate in totale erano quattro), proseguirono gli accessi, con tanto di sequestro di documenti. E, in maniera direttamente proporzionale, dopo ogni verifica è aumentato il numero degli indagati e dei fascicoli aperti dalla procura della Repubblica: almeno due i magistrati che stanno monitorando Caprino, tre i «capitoli» di una vicenda che avrebbe un comune denominatore: l´edilizia privata.
I reati ipotizzati sono sempre gli stessi: falso, abuso d´ufficio e violazione delle leggi che regolano l´edilizia, le persone che sono state invitate ad eleggere domicilio sarebbero una decina, qualcuna con più di una contestazione. E oltre ai privati l´avviso è stato notificato anche ai legali rappresentanti delle ditte costruttrici. Nell´inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Valeria Ardito e condotta dai carabinieri di Caprino, tutto ruoterebbe intorno al ruolo rivestito dal consigliere Fabio Beltrame (in quel periodo era assessore al patrimonio e alla sicurezza, carica dalla quale si è dimesso) e del responsabile dell´area tecnica edilizia privata, l´architetto Roberto Tosoni. Non solo sanatorie concesse in spregio alla legge, lavori che non potevano essere effettuati ma che sono stati autorizzati (tant´è che è stata posta sotto sequestro un´officina) ma addirittura i sospetti riguarderebbero anche abusi edilizi riguardanti una serie di abitazioni in località Pesina. Così oltre al consigliere Beltrame e a Tosoni nel registro degli indagati ci sono finiti tutti i privati che, per la procura, avrebbo approfittato di tale «distrazione». In buona fede, probabilmente, ma comunque in maniera difforme da quanto prevede la legge. Fu durante uno degli accessi eseguito dai carabinieri in estate che si sarebbe verificato un tentativo, da parte di Tosoni, di sostituire i progetti in grado di sostenere e confermare il sospetto di irregolarità. Avrebbe riunito il personale e ordinato di sostituire le tavole depositate con altre. Un comportamento che tuttavia è stato denunciato e che si è tradotto per lui in un´ulteriore contestazione: l´ipotesi tentata di falso ideologico in concorso. Beltrame e la moglie sarebbero inoltre indagati per una costruzione realizzata in una zona boschiva. Stando a quanto emerso era stato chiesto l´ampliamento di un capanno (68 metri quadrati la superficie) di loro proprietà che si trova all´interno di un bosco in località Pesina (era stato sequestrato ma il Comune è intervenuto bloccando i lavori e quindi il sequestro penale è stato tolto). L´autorizzazione era stata concessa, le piante tagliate e l´ampliamento del manufatto si era trasformato in un immobile con una superficie di 600 metri quadrati. Resta da stabilire se quella zona fosse o meno vincolata e quindi se il disboscamento possa rappresentare un´eventuale altra contestazione. Altra vicenda riguarda, come detto, l´officina di carrozzeria a Boi, che sarebbe stata aperta senza l´ultimazione della pratica richiesta presso lo sportello unico per le attività produttive (Suap). L´accesso, per quanto riguarda questa pratica, è stato effettuato dalla polizia locale e stando a quanto emerso l´officina poteva essere costruita ma lo sforamento per quanto riguardava la metratura è stato eccessivo, poteva essere sanato ma la pratica non è stata presentata in Consiglio per l´approvazione dell´eventuale variante. E il proprietario si è visto apporre i sigilli. Oltre che divenire destinatario di un avviso di garanzia. 
Fabiana Marcolini

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