sabato 13 ottobre 2012

PRIMA GLI ITALIANI


Il problema dell'immigrazione va combattuto principalmente sulla base dell'identità di popolo e sugli esorbitanti costi che essa produce. Costi che non sono giustificati con la solita falsa motivazione di porre rimedio alla denatalità, fare il lavoro che gli italiani non vogliono più fare, dare solidarietà perché anche la nostra comunità è stata migrante, costituire una ricchezza, un futuro multirazziale e multiculturale inevitabile, la criminalità extracomunitaria e' uguale a quella italiana, gli immigrati (nuovi cittadini) pagheranno le nostre pensioni, gli immigrati costituiscono una risorsa economica.
Bugie evidenti: dai dati Eurispes e Caritas Migrantes si scopre però che a fronte di un gettito fiscale di 3,3 miliardi di euro corrisponde una spesa pubblica che arriva a circa 52 miliardi costituiti da spese sanitarie, scolastiche, comunali, abitative, giudiziarie (37% di popolazione carceraria), di accoglienza, di espulsione, di asilo politico, di rimesse all'estero. Il vantaggio è tutto loro.
A fronte di una realtà sempre più insostenibile, si rende necessario quantomeno attribuire un punteggio ai cittadini di nazionalità italiana sia per le graduatorie relative all’assegnazione delle case popolari, sia per l’accesso agli asili nido, sia per usufruire dei vari servizi sociali messi a disposizione dalla pubblica amministrazione.
Questo provvedimento oltre ad essere profondamente giusto servirà a recuperare serenità di rapporti nei confronti degli extracomunitari, diventati oggetto di risentimento da parte degli italiani bisognosi che si sono visti scippare i diritti dalle scelte folli di tante amministrazioni locali. 

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